L’Oceanografico di Valencia, con più di 500 specie di organismi viventi, è considerato uno degli acquari più grandi e spettacolari d’Europa. Passeggiando all’interno di questo grande parco marino, oltre ad ammirare i diversi animali, si possono incontrare molte riproduzioni a grandezza reale di vertebrati e invertebrati che spesso passano inosservate.

Nella zona dell’Artico si trova un modello plastico di un grande squalo situato sopra lo scheletro di una balena; questa riproduzione nasconde una storia molto interessante che vi racconto in quest’articolo.

                       

Sui fondali freddi e bui dell’Oceano Artico, a circa 1200 metri di profondità, nuotano silenziosi e solitari enormi pescecani.

Questa specie di squalo è conosciuta come Squalo di Groenlandia e il suo nome scientifico è Somniosus Microcephalus; scoperto da due biologi marini tedeschi Marcus Elieser Bloch e Christian Schneider, conosciuti con il binomio Bloch & Schneider, che nel 1801 pubblicarono la loro opera maestra «Systema Ichthyologiae», nella quale vengono descritti vari pesci, tra cui quest’insolito e alquanto originale squalo.

Lo Squalo di Groenlandia, chiamato anche Squalo Boreale o Artico, è una specie di grandi dimensioni che può raggiungere i 7 metri di lunghezza e pesare più di 1000 kg.

Comunemente si trova nelle zone dell’Oceano Atlantico Nord e nell’Oceano Glaciale Artico, nella zona della Groenlandia e dell’Islanda.

È considerato il vertebrato più longevo del mondo, riuscendo a vivere fino a 400 anni.

Viene soprannominato “squalo addormentato” a causa del suo movimento estremamente lento e della sua quasi totale cecità, causata da un parassita “copepodo” (dal greco cope = remo e podos = piedi) chiamato Ommatokoita elongata, che s’istalla nella cornea dei suoi occhi e si alimenta del tessuto oculare. Questa specie di parassita è una creatura bioluminescente è ha la funzione simbiotica di attrarre le prede verso lo squalo; tale caratteristica è stata giustificata dal fatto che, nonostante lo squalo boreale sia estremamente lento, all’interno del suo stomaco sono stati ritrovati anche resti di prede molto veloci come i calamari.

Sul fondo dell’oceano il suo movimento è guidato dal campo magnetico terrestre e la sua pelle è ultrasensibile.

Consuma una gran varietà di alimenti ed è considerato un necrofago, perché si ciba anche di animali morti, come orsi polari, renne e mammiferi marini (balene, orche, foche) che incontra nel fondale oceanico; poiché è un predatore lento, le carogne degli animali sono la parte più importante della sua alimentazione.